venerdì 4 dicembre 2009
10/12 ore10:30 @ SC.POL. RM3 ASSEMBLEA D'ATENEO - 11/12 MANIFESTAZIONE NAZIONALE ore9:30 @ P.ZZALE ALDO MORO (SAPIENZA)
mercoledì 2 dicembre 2009
studenti Roma Tre contestano il rettore Fabiani e la ministra Gelmini
Stamattina, 2 dicembre 2009, un centinaio di studenti e studentesse di Roma Tre hanno simbolicamente occupato il piazzale del rettorato per contestare la riforma Gelmini dell'università e qualsiasi tentativo di privatizzazione o ingresso dei privati nel cda dell'ateneo.
L'iniziativa si inserisce nella giornata di mobilitazione decisa dall'assemblea nazionale tenutasi a La Sapienza il 20 Novembre, e lancia il corteo di studenti e lavoratori precari dell'11 Dicembre da piazzale Aldo Moro. Inoltre gli studenti e le studentesse con questa azione hanno lanciato l'Assemblea di Ateneo del 10 Dicembre a Scienze politiche alle 10e30 che servirà da confronto tra i vari studenti e le varie studentesse di Roma3 in vista di un percorso comune e trasversale che porti la "terza" università ad una nuova mobilitazione contro lo smantellamento dell'istruzione pubblica e la sua conseguente privatizzazione.
Gli studenti e le studentesse di Roma Tre ribadiscono che i veri protagonisti dell'università sono gli studenti e le studentesse stesse, insieme coi lavoratori e le lavoratrici che quotidianamente vivono l'università, non certo i privati e gli interessi di mercato. Fuori i privati dall'università, no alla riforma Gelmini! studenti e studentesse di Roma Tre
rassegna stampa azioni romane 02.12:
http://roma.repubblica.it/dettaglio/uova-e-ortaggi-contro-il-ministero-gli-studenti-protestano-per-i-tagli/1794841
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_dicembre_2/studenti_protesta_efascista-1602092900357.shtml
domenica 22 novembre 2009
Martedì 24 Novembre Assemblea aulaB
giovedì 19 novembre 2009
20 Novembre Assemblea Nazionale ore 14.00 @ Sc.Pol. Sapienza

lunedì 8 dicembre 2008
12 dicembre 2008
Alle lavoratrici e ai lavoratori, agli studenti medi, ai precari, ai migranti, ai movimenti di lotta per l'abitare e in difesa dei beni comuni, ai sindacati che promuovono lo sciopero
L'appello che vi rivolgiamo parla di una sfida che non riguarda solo noi, ma riguarda tutte e tutti. Il 12 dicembre ci attende una giornata di grande importanza il cui esito potrà segnare gli equilibri politici e sociali di questo paese: lo sciopero generale in primo luogo indetto dalla Fiom e dalla Cgil funzione pubblica, poi dalla Cgil tutta, infine dai sindacati di base (Cobas, Sdl, Cub), sarà una grande occasione di conflitto per chi non vuole subire l'arroganza di questo governo e per chi non vuole pagare sulla propria pelle la crisi di sistema che investe l'economia globale. L'indizione di questo sciopero generale è anche il frutto, vale la pena ricordarlo, della grande potenza dell'Onda, del movimento che da inizio settembre ha visto milioni di persone, tra studenti, insegnanti, ricercatori, docenti, bambini, mobilitarsi contro la definitiva dismissione della scuola e dell'università pubbliche. È stata proprio l'Onda, infatti, ad imporre una discontinuità politica e sociale nel paese: laddove tutto sembrava sconfitto con la tornata elettorale di aprile, una nuova generazione ha imposto dal basso una battuta d'arresto nella macchina di consenso del Governo. Attraverso lo slogan “Noi la crisi non la paghiamo” gli studenti hanno lanciato un segnale a tutti i soggetti sociali che nel mondo del lavoro e nelle esistenze concrete stanno subendo le ricadute di una dinamica recessiva di portata epocale. Il “Noi” dello slogan non è corporativo e non parla solo degli studenti: “Noi” sono tutti coloro che la crisi non l'hanno prodotta e che dunque non intendono pagarla. Che la paghino le imprese e le banche, questo il sottotesto dello slogan! Non siamo disposti a pagare questa crisi né possiamo accettare le scarne proposte del Governo, contenute nel pacchetto anti-crisi.
La potenza dell'Onda è stata capace, dunque, di parlare alla società tutta e di trasformare tanto lo sciopero generale dei sindacati di base del 17 ottobre, quanto lo sciopero generale della scuola del 30 ottobre, in qualcosa di straordinario e di diverso dalle cose di sempre. Proprio l'autonomia del movimento studentesco ha reso possibile un'estensione senza pari delle mobilitazioni e una grande radicalità nei contenuti e nelle pratiche di lotta. Il 14 novembre, poi, rimarrà senz'altro nella memoria di tutti, come una delle più grandi manifestazioni di piazza auto-organizzata dagli studenti universitari e medi: più di 300.000 persone, infatti, hanno assediato Montecitorio e Palazzo Chigi, mettendo in scena materialmente l'isolamento sociale oltre che politico del Governo e della maggioranza.
A partire da queste considerazioni vorremmo dire alcune cose importanti in merito alla giornata del 12, giornata in cui pensiamo che lo sciopero generale debba quanto più possibile essere generalizzato dall'Onda e non solo. La premessa è che sarebbe stato auspicabile un corteo unitario di tutte le forze sindacali, ma conosciamo bene le differenze anche radicali delle piattaforme e non riteniamo che queste differenze possano essere ridotte a questioni di poco conto.
Per stringere davvero ed in maniera efficace una forte alleanza sociale non possiamo accontentarci semplicemente di scendere in piazza nella stessa giornata. Dobbiamo trovare una convergenza su alcuni contenuti che oggi appaiono decisivi e sui quali vogliamo assolutamente vincere, mantenendo sempre le proprie specificità, differenze e le proprie piattaforme di lotta, ma estraendo da queste delle rivendicazioni comuni a partire da quattro temi fondamentali: Scuola, Università, Precarietà e difesa dei territori e dei beni comuni. Per quanto riguarda noi, ci teniamo a mettere in chiaro gli elementi rivendicativi che più ci hanno caratterizzato e che in particolare ci caratterizzano in vista del 12. In primo luogo il rifiuto netto della legge 133, della legge 169 e del Dl 180 in via di approvazione, Dl che non cambia di nulla l'esigenza e la necessità di lottare contro il Governo e in particolare contro la Ministra Gelmini e di ribadire il nostro sforzo nel senso dell'autoriforma dell'università. In secondo luogo è per noi fondamentale ribadire la nostra ostilità nei confronti delle leggi bipartisan che hanno consentito in questi anni il processo di precarizzazione del lavoro, dal pacchetto Treu, alla legge 30. A maggior ragione vale la pena ribadirlo laddove, a partire dal mese di gennaio, 400.000 precari non saranno riassunti. Precari e lavoratori per cui deve essere assolutamente garantito e tutelato il diritto di sciopero. In terzo luogo riteniamo decisivo estendere ed allargare la battaglia per un nuovo welfare che parli di reddito diretto e indiretto (casa, servizi, cultura, diritto alla studio) per studenti, disoccupati e precari, nonché di salario minimo intercategoriale per tutti i lavoratori e lavoratrici. Infine il rifiuto delle privatizzazioni della sapere e della ricerca, e della devastazione ambientale e dei territori, al fine di difendere la totalità dei beni comuni. Vogliamo più finanziamenti all'università e scuola, che allo stato attuale sono indirizzati alla costruzione delle grandi opere pubbliche e alle spese militari. Su questi punti vorremmo, in questi giorni che ci separano dal 12, avviare una discussione proficua e non pregiudiziale.
Per quanto riguarda il 12, invece, pensiamo che sia naturale per l'Onda mantenere lo stesso stile assunto durante i precedenti scioperi generali: un corteo autonomo che sappia però interloquire con tutti i lavoratori e attraversare, materialmente e non solo simbolicamente, le manifestazioni sindacali. Questo non toglie che è nostro interesse parlare con quei tanti lavoratori che pur essendo iscritti alla Cgil vedono nell'Onda e nella sue rivendicazioni un'opportunità di cambiamento radicale valido per tutti. Oltre a parlare con i lavoratori è nostro interesse, però, attraversare la città e paralizzarne il traffico, così come abbiamo fatto in questi mesi, generalizzando tanto lo sciopero del 17, quanto quello del 30 ottobre. Invitiamo inoltre, tutti i movimenti cittadini e regionali, dai movimenti per l'abitare a quelli a difesa dei beni comuni, le reti migranti, i lavoratori precari, le esperienze dell'autogestione, tutti coloro che guardano con favore alla novità dell'Onda e che non sempre sono rappresentati dalle compagini sindacali, a convergere in piazzale Aldo Moro e muoversi in corteo con noi.
Con la convinzione che l'Onda diventerà ancora una mareggiata
Generalizziamo lo sciopero del 12 dicembre!
Sapienza in mobilitazione
giovedì 27 novembre 2008
MARTEDì 2 DICEMBRE ASSEMBLEA DI ATENEO A SCIENZE POLITICHE
A più riprese ci siamo riappropriati delle nostre facoltà, facendole vivere con iniziative e momenti di discussione, lezioni alternative e assemblee che hanno coinvolto migliaia di studenti e studentesse come mai era successo nel nostro ateneo.
Siamo stati in grado di uscire dai nostri dipartimenti, di riempire le strade della città, bloccandola e comunicando a lavoratori e cittadini le motivazioni della nostra protesta, convincendo una fetta sempre più larga dell’opinione pubblica di questo paese della validità della nostra lotta.
Non è solo la legge 133/08 che mettiamo in discussione, ma un intero progetto precarizzante con cui si è costruita l’università italiana e che questo governo vuole portare a compimento.
Ci accusano di dire solo no, di non essere in grado di fare delle proposte, di essere un movimento spoliticizzato e passeggero…
Le nostre assemblee, i documenti sull’università che produciamo, le discussioni che stiamo affrontando sull’università che vogliamo, il nostro progetto di AUTORIFORMA dal basso, dimostrano esattamente l’opposto.
Gli unici in grado di riformare l’università siamo noi, studenti e studentesse, che la viviamo ogni giorno, insieme con i ricercatori e le ricercatrici precari/e su cui sempre più violentemente si abbattono i provvedimenti di questi ultimi governi.
Stiamo proponendo un’idea nuova di università, che faccia della qualità dei saperi, della partecipazione, dell’autogestione di tempi, spazi e percorsi formativi i suoi principi indiscutibili.
Per la prima volta nella storia del nostro ateneo assemblee in ogni facoltà e dipartimento si riuniscono quotidianamente; assemblee che intendono continuare a coordinarsi per portare anche nei piani più alti di RomaTre la nostra protesta,
Non assisteremo impassibili ad aumenti delle tasse
che si preannunciano inevitabili.
Non intendiamo continuare a studiare in un ateneo che non offre
nessun servizio di Diritto allo Studio…vogliamo case dello studente, consultori,
mense, borse di studio, libri e trasporti a prezzi calmierati.
Vogliamo mettere mano noi ai piani di studio e all’offerta formativa delle nostre facoltà.
Per continuare a elaborare queste proposte
e costruire ancora insieme la mobilitazione…
ASSEMBLEA D’ATENEO
MARTEDI’ 2 DICEMBRE ORE 11 @ SCIENZE POLITICHE
E Lunedì siete tutt* invitat* alle 10.00 in aula B per la costruzione della giornata del 2 dicembre!
lunedì 17 novembre 2008
Report dei workshop alla Sapienza 15 e 16 Novembre 2008
Abbiamo costruito, insieme con studenti e studentesse da tutta Italia, 3 partecipatissimi workshop su didattica, workshop e diritto allo studio, ricerca e lavoro.
I livelli di discussione e la qualità dei dibatitti è stata molto elevata e sono uscite tante proposte su come continuare la mobilitazione e su che cosa incentrare la nostra protesta.
Per il 28 novembre è stata indetta un'altra grande giornata di mobilitazione nazionale studentesca da articolare in tutte le città con manifestazioni locali.
Il 12 dicembre l'Onda Anomala, dopo avere trascinato nella protesta il più grande sindacato d'Italia, parteciperà allo sciopero generale intercategoriale di tutti i lavoratori e le lavoratrici che come noi lottano contro questi disegni precarizzanti!!!
Prima di questa data alimenteremo ed espanderemo le nostre lotte dai singoli dipartimenti delle facoltà alle città, con vertenze e campagne
per un libero accesso alla cultura, contro le esternalizzazioni e le privatizzazioni dei servizi di diritto allo studio, contro i numeri chiusi, continuando a ribadire la nostra idea di università!
ROMA3MA, L'ONDA SALE
VERSO LO SCIOPERO GENERALE
Di seguito sono scaricabili i report delle discussioni delle 3 assemblee
Plenaria primo giorno